Sicurezza · 24 ottobre 2026

Otto chiavi private deboli compromettevano i certificati di eMudhra

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Vova Kondriianenko / Unsplash

Otto chiavi private associate a certificati digitali emessi da eMudhra si sono rivelate essere semplici numeri interi molto piccoli, una scoperta che ha innescato un'azione di blocco urgente da parte dei principali fornitori di software per la navigazione web. La vulnerabilità è stata identificata il 20 ottobre 2026 e ha portato all'isolamento immediato dei certificati interessati per impedire l'uso improprio delle firme digitali.

Le chiavi compromesse presentavano valori numerici estremamente bassi, tra cui 4, 56, 66, 115, 155, 156, 230 e 237. In un sistema crittografico standard, le chiavi private dovrebbero essere generate in modo casuale da uno spazio di possibilità enorme, rendendone la scoperta impossibile senza la chiave pubblica. In questo caso, i valori erano così piccoli da poter essere calcolati quasi istantaneamente a partire dai dati pubblici disponibili. Il sistema crittografico utilizzato, denominato P-384, offre teoricamente un numero di combinazioni pari a 2 elevato alla 384, rendendo la ricerca esaustiva irrealizzabile se non si conosce la debolezza specifica della generazione.

I certificati compromessi appartenevano a autorità di certificazione intermedie. Il possesso delle chiavi private associate permetteva di generare nuovi certificati falsi per domini web arbitrari. Un attaccante poteva così creare un certificato che sembrava valido per un sito specifico, ingannando i software che accettavano ancora le firme di quelle autorità intermedie. Questo meccanismo avrebbe consentito di impersonare i server legittimi durante le connessioni sicure, permettendo la lettura o la modifica dei dati scambiati tra l'utente e il sito, a condizione che l'attaccante potesse intercettare la comunicazione.

I fornitori di browser hanno reagito rapidamente. Chrome e Firefox hanno bloccato i certificati interessati a partire dal 17 ottobre. La protezione è stata distribuita agli utenti in meno di tre ore senza richiedere il riavvio del software. Successivamente, i blocchi sono stati estesi ai dispositivi Apple il 19 ottobre e alle piattaforme Microsoft il 20 ottobre. Tuttavia, queste misure non coprono automaticamente tutte le applicazioni installate sui sistemi. Alcuni strumenti di rete, come il client di connessione incluso nei sistemi operativi macOS, utilizzano liste di certificati separate e potevano continuare ad accettare le firme compromesse nonostante i blocchi applicati dai produttori di hardware.

Il ricercatore che ha segnalato la vulnerabilità ha fornito una dimostrazione pratica firmando digitalmente un messaggio con ciascuna delle otto chiavi compromesse. Le firme sono state verificate con successo utilizzando le chiavi pubbliche contenute nei certificati, confermando che il segnalatore disponeva effettivamente delle chiavi segrete. L'azienda eMudhra ha attribuito l'incidente a un errore nel programma di generazione delle chiavi, che avrebbe prodotto un secondo set di chiavi deboli, utilizzate poi per sbaglio a causa di etichette simili.

Al momento, non è stata confermata alcuna exploitazione malevola. I registri pubblici di trasparenza non mostrano certificati emessi dalle autorità intermedie compromesse prima del blocco. Tuttavia, non si possono escludere attacchi contro i software che non verificano questi registri. Gli esperti consigliano di aggiornare immediatamente i sistemi operativi e le applicazioni per garantire la sicurezza delle connessioni.