IA · 23 settembre 2026
Mortimer afferma che l'intelligenza artificiale rende tutto il codice solo scrittura e gettabile
Phillip Mortimer ha dichiarato durante la sua presentazione al QCon London che l'intelligenza artificiale sta trasformando ogni codice in una forma solo scrittura e gettabile. Ha spiegato che il codice diventa troppo denso per essere compreso, richiedendo test estesi che fungono da documentazione. Mortimer ha sostenuto che riscrivere il codice è spesso più semplice che debuggarlo. Ha inoltre osservato che gli esseri umani non possono esaminare a mano grandi volumi di codice generato da intelligenza artificiale, rendendo necessaria l'automazione dei controlli. Ha proposto l'uso di agenti intelligenti che monitorano le piattaforme di osservabilità e correggono automaticamente i problemi attraverso pull request.
Mortimer ha sottolineato l'importanza di separare l'intento dall'implementazione, permettendo agli sviluppatori di concentrarsi sulla creatività. Ha citato Eric S. Raymond definendo "solo scrittura" il codice troppo complesso per essere modificato da chiunque tranne l'autore. Ha menzionato linguaggi come APL e le espressioni regolari come esempi di linguaggi progettati per la massima densità a scapito della leggibilità. Mortimer ha suggerito di mantenere i test e scartare il codice per riscriverlo da zero. Ha inoltre descritto come gli agenti di revisione del codice possano funzionare come azioni CI, commentare, richiedere modifiche o approvare pull request. Ha notato che diverse formulazioni e contesti possono generare feedback utili, rendendo questo approccio diffuso nei sistemi di agenti intelligenti.
Ha inoltre proposto l'uso di agenti per ripulire il codice al di fuori del flusso di pull request, individuando duplicazioni o test non parametrizzati. Mortimer ha consigliato di limitare le riunioni per preservare tempo e spazio dedicati al lavoro creativo. Ha riflettuto sull'esperienza maturata in una startup di intelligenza documentale, dove le limitazioni di tempo e risorse hanno stimolato soluzioni innovative. Ha concluso che la creatività è un processo iterativo che richiede tempo e che le condizioni attuali offrono le migliori opportunità per sviluppare software.