IA · 21 ottobre 2026
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Il boom dell'intelligenza artificiale spinge i tassi di interesse verso l'alto e impone un rigore fiscale globale
Le autorità monetarie delle principali economie mondiali hanno segnalato che l'esplosione degli investimenti in intelligenza artificiale sta innescando una corsa globale per il capitale, costringendo a considerare uno scenario di tassi di interesse strutturalmente più elevati e di un prolungato restringimento fiscale. I banchieri centrali, riuniti a Bangkok per gli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, hanno avvertito che la domanda di risorse finanziarie sta aumentando prima che i guadagni di produttività promessi dalla tecnologia possano concretizzarsi, creando pressioni inflazionistiche e rischi finanziari difficili da quantificare nel breve termine.
La valutazione emersa nella capitale thailandese sottolinea come la rapida espansione della spesa per le infrastrutture legate all'intelligenza artificiale, che spazia dai chip di silicio ai centri dati fino alle reti di telecomunicazione, stia alimentando tensioni sui prezzi. Il presidente della Riserva Federale degli Stati Uniti ha definito il fenomeno come uno shock economico che sta colpendo chiaramente il lato della domanda prima di influenzare il lato dell'offerta. Sebbene gli Stati Uniti beneficino di questa ondata di investimenti, la transizione è descritta come potenzialmente molto turbolenta, dato che investitori, imprese e responsabili delle politiche economiche devono operare in un contesto dove i vincitori finali non sono ancora definiti.
I colleghi del gruppo delle venti maggiori economie presenti all'incontro hanno espresso preoccupazione riguardo alla stabilità dei mercati finanziari. È stata avanzata l'ipotesi che anche una piccola revisione al ribasso delle prospettive di profitto ottimistiche, che attualmente sostengono gli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale, potrebbe scatenare turbolenze severe. Questa valutazione ha trovato conferma in una recente vendita di azioni tecnologiche asiatiche registrata durante la settimana precedente l'incontro. La disputa globale per l'accesso al denaro sta quindi sollevando interrogativi cruciali sul livello dei tassi di interesse necessario per mantenere le economie in equilibrio, noto come tasso neutro di interesse, che sembra essere in ascesa.
Un membro del consiglio della Banca Centrale Europea ha affermato esplicitamente che esiste una lotta globale per il denaro e che l'investimento in intelligenza artificiale rappresenta uno dei fattori principali che elevano il costo del capitale. Il governatore della Banca di Riserva del Sudafrica ha descritto la difficoltà nel calcolare questo livello minimo, notando che le stelle sono coperte da nuvole molto spesse, il che significa che mentre si sa che il tasso neutro è più alto, non è chiaro fino a che punto. L'economista capo della Banca d'Inghilterra è stato più diretto, suggerendo che i tassi potrebbero essere in media leggermente più elevati, mentre la Banca del Giappone ha già citato la domanda legata all'intelligenza artificiale come motivo dietro i recenti aumenti dei tassi, argomentando che le pressioni sui prezzi sono diventate più ampie e persistenti.
La prospettiva di tassi strutturalmente più alti rappresenta una sfida significativa per i governi che hanno accumulato debiti elevati durante anni di tassi vicini allo zero. I rendimenti dei titoli sovrani sono aumentati a livello globale, raggiungendo in alcuni casi livelli non visti dalla crisi finanziaria del duemilaotto. Questa pressione si somma all'aumento della spesa pubblica per la difesa, la politica industriale e l'energia in paesi che vanno dagli Stati Uniti al Giappone e alla Germania, tutti in competizione per lo stesso capitale privato. La zona euro, e la Francia in particolare, è vista come specialmente vulnerabile, poiché la maggior parte degli investimenti si concentra negli Stati Uniti e in Asia, mentre il blocco europeo affronta costi energetici più elevati dovuti a conflitti geopolitici che aggravano le pressioni inflazionistiche.
La presidente della Banca Centrale Europea ha indicato che le circostanze particolari rendono alcuni paesi più colpiti di altri, citando la Francia come esempio, e ha affermato che la soluzione primaria risiede nelle politiche fiscali interne. Gli economisti prevedono che la Banca d'Inghilterra aumenterà i tassi nella riunione di novembre, mentre la Banca Centrale Europea e la Riserva Federale hanno già alzato i tassi a settembre, con i mercati che prezzano ulteriori movimenti da parte di entrambi gli istituti a dicembre. La situazione evidenzia come la trasformazione tecnologica stia ridefinendo le priorità di politica monetaria e fiscale su scala mondiale.